Beirette e Lady Grey B&W | Review

Qualche tempo fa mi ero concessa la gioia di fare un acquisto da My Dear Deer, del quale vi avevo parlato qui. La macchinetta, una bellissima Beirette decorata amorevolmente, era già fra le mie mani pochi giorni dopo averla acquistata. Caricata subito con una pellicola Lady Grey B&W 400 della Lomography, me la sono quasi sempre portata appresso, al sicuro nella mia borsa. Nonostante questo, ci ho messo comunque un po’ prima di finire il rullino, in quanto è stato un periodo un po’ stressante e il tempo per scattare scarseggiava. Ma finalmente ce l’ho fatta! E per l’occasione mi sono pure fatta fare il CD con le foto in laboratorio, quindi almeno questa volta la qualità non sarà ridotta dal LomoScanner.

Ammetto che prima di possedere questa macchinetta, non avevo mai sentito parlare delle Beirette. Queste fotocamere sono state prodotte dal 1958 fino agli anni ’80 dal marchio tedesco Beier (qui potete trovare più dettagli). La compatta in mio possesso dovrebbe essere una Beirette VS, modello antecedente alla più famosa Beirette VSN. E’ completamente manuale, cosa che mi ha permesso di cimentarmi un po’ con le impostazioni, che restano comunque piuttosto basilari. Ecco qualche dettaglio in più su questo gioiellino:

  • Formato: 35 mm (*l’otturatore non scatta in mancanza di un rullino caricato)
  • Apertura: f/2.9, f/4, f/5.6, f/8, f/11, f/16 e f/22
  • Messa a fuoco: da 0.6m a 8m, più infinito
  • Velocità di scatto: 1/30, 1/60 e 1/125, più posa B

Complice forse anche l’aspetto singolare della mia Beirette, che la rende assolutamente unica, mi sono subito innamorata di questa macchina fotografica. E’ diventata in breve tempo una fedele compagna di avventura, leggera e pratica. Posso enunciare forse solo due piccole pecche riscontrate in questa fotocamera. La prima è che, essendo del tutto manuale e avendo solo il mirino a nostra disposizione, non potremo mai essere sicuri della messa a fuoco e dell’esposizione. Ma in fondo questo può essere anche un lato positivo, che incrementa ancora di più il divertimento e la sorpresa sul risultato finale. La seconda è che personalmente ho riscontrato qualche problema nel riavvolgere il rullino: ci ho messo non poco, perché la levetta faceva davvero fatica a girare. Questo però potrebbe essere un problema unicamente della fotocamera in mio possesso, anche perché leggendo qualche review su internet non ho trovato nessun altro che ha espresso questa difficoltà.

Vi lascio ora a qualche scatto dimostrativo. Personalmente adoro i risultati e non vedo l’ora di finire il prossimo rullino!

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Locarno on Ice, dicembre 2013
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Il cagnolino di uno sconosciuto, inverno 2013
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Il Moroso sorridente, inverno 2013