La perfezione è andata in fumo

Niente da fare. L’appartamento che tanto speravo l’hanno dato a qualcun’altro. Tanta sfortuna e un piccolo malinteso.

Ma è inutile piangere sopra al latte versato, quindi mi sono subito data da fare. Fra gli appartamenti visitati, ce n’era un altro che mi ispirava molto. Quindi ho subito mandato una mail al ragazzo che ci abita ora dicendogli che sono ancora interessata. Nella sua veloce risposta mi ha fatto sapere che un’altra ragazza andrà a visitarlo lunedì, ma che anche lei avrà altri appartamenti da visitare. Se tutto va bene e lei non si decide sul momento a prenderla, la camera sarà mia.

Anche questo appartamento dovrò condividerlo con altre due persone, ma non so ancora chi saranno. Il ragazzo che ho contattato se ne andrà sicuramente prima di settembre. Ma gli altri due coinquilini erano ancora nel dubbio. Forse cercheranno un altro alloggio anche loro, forse resteranno. O forse ancora, solo uno dei due se ne andrà. Beh, la situazione è un po’ confusa al momento. Ma chi pensa per se pensa per tre. Inoltre non mi sono mai fatta tanti problemi. Chiunuque saranno le persone con cui mi toccherà vivere, me le farò andar bene.

Di nuovo con le dita incrociate aspettando martedì, dunque. E se anche questa volta dovrebbe andarmi male, mi rimetterò a cercare.

Vi terrò aggiornati.

Scoperte canore sul Tubo – Noah

Lo so, mi ero ripromessa di fare un post come questo ogni giovedì, e già ne ho saltati alcuni. Amen, vorrà dire che invece di un appuntamento fisso diventerà un appuntamento di “quando-ho-qualcosa-da-mostrarvi”, possibilmente sempre di giovedì (giusto perché mi ispira come giorno).

Oggi voglio lasciare spazio ad un ragazzo che mi ha totalmente conquistata. Ho sentito una sua cover solo qualche giorno fa e me ne sono totalmente innamorata. Lui si chiama Noah, sul Tubo only1noah. Non vi metterò mille mila link per farvelo conoscere. Se vi piacerà, qualcosa su di lui lo troverete di sicuro.

Voglio solo chiedervi di richiamare alla mente per qualche secondo la celebre “I’m sexy and I know it” degli LMFAO. Una canzone stupida, praticamente priva di significato, che si propone, accompagnata da un video altrettanto ridicolo, solo per farvi sorridere. Insomma, non credo che qualcuno di voi riesca a vederedavvero qualcosa di sexy in tale canzone. Bene. Noah può dimostrarvi il contrario:

Sette mesi insieme a te

Non posso dire che lo sapevo fin dall’inizio. Non è stato un colpo di fulmine. Quando ti ho conosciuto ero alla deriva, mi sentivo persa. Ero stata usata da tanti e per ripicca avevo usato a mia volta con l’intento di ferire, di fargliela pagare. Avevo perso del tutto la fiducia in quel sentimento che mi sembrava ormai così lontano e fasullo, chiamato Amore.

Quando ti sei avvicinato per la prima volta, credevo che volessi solo giocare, che come tutti gli altri avevi solo bisogno di un momento di svago.

Non mi fidavo di te. Ero pronta a scappare se solo una scintilla di sentimento si fosse impadronita di me.

Ma tu non te ne sei andato dopo aver ottenuto quello che credevo volessi. Anzi, tu avresti preferito fare tutto più piano. Mi dispiace di essermi comportata così, non immaginavo che tu vedessi davvero qualcosa in me.

Lo so che non è sempre stato facile, soprattutto all’inizio. Io ero incollata alle mie mille paure. Ma tu sei stato paziente e non mi hai abbandonata. Mi sei rimasto vicino, nonostante il mio legame con un passato ancora troppo vicino e vivo nella mia memoria ti abbia ferito.

Senza che me ne accorgessi, sei piano piano diventato indispensabile. Dopo averti salutato, mi sentivo vuota. Come se avessi bisogno della tua presenza in ogni momento. Come se mi stessi ridando vita.

Non lo sapevo, e l’ho capito solo qualche tempo dopo. E’ grazie a te che sono riuscita a tornare me stessa di nuovo.

Mi hai fatto tornare a credere in ciò che avevo sempre creduto. Mi hai fatto riscoprire quanto può essere potente un sentimento. E forse te ne sei stupito un po’ anche tu.

Piano piano mi hai fatta innamorare di te, sei diventato qualcosa di indispensabile. Mi completi. Perché con te so che non dovrò mai fingere. So che posso dire quello che penso. E se questo porterà ad un litigio, ad una divergenza fra di noi, la risolveremo insieme.

Sono passati solo sette mesi da quando stiamo insieme. Non sono molti, lo so. Ma sono comunque importanti se penso a quanta fatica ho fatto a lasciarmi andare, a fidarmi di te. Non so dove sarei adesso se ti avessi voltato le spalle. Probabilmente starei vagando nel vuoto.

Sono solo sette mesi. Un piccolo traguardo. Ma con te, lo so, ce ne saranno tanti altri.

Ti amo.

Lezioni di self-confidence, ossia come diventare sicuri di se

Forse già lo sapete, visto che credo di averlo già accennato qua e la in post e commenti, ma fino a pochi anni fa ero una persona davvero insicura e timida. Per mia fortuna ho fatto molta strada da allora e sono riuscita ad uscire dal guscio e ad avere fiducia di me stessa.

Vorrei potervi dire che esiste una ricetta, un qualcosa per riuscire a raggiungere la sicurezza di se stessi. Purtroppo però non è così. Bisogna invece sudare per riuscire a guadagnarsela. Nel mio percorso, non sempre ero consapevole che ciò che stavo facendo mi stava portando in un qualche modo ad essere più sicura, ma per altre cose ho dovuto davvero fare degli sforzi, soprattutto all’inizio.

Visto che so che ci sono molte persone come me la fuori, ho quindi deciso di condividere con voi le mie esperienze, sperando che qualcuno magari possa prenderne spunto per imparare ad amarsi un po’ di più. Magari non riuscirò ad aiutare nessuno, ma in tal caso avrò comunque fatto una sorta di autoanalisi.

Foto vecchia vecchia che ho appena ritrovato e che non so credo si addica al post. Mbah.

Lezioni di self-confidence :)

1. Accettarsi per quello che si è

Il primo passo fondamentale per riuscire ad avere una maggiore sicurezza di se stessi è sicuramente quello di imparare a volersi bene. Può sembrare una sciocchezza, ma non per tutti è così evidente. Molto spesso, in particolare nel periodo dell’adolescenza (ma non solo) è molto facile cadere nella trappola dell’invidia. Vediamo un’altra persona che ci sembra avere qualcosa in più di noi, e senza neanche accorgerci finiamo ad invidiarla. “Quanto vorrei i suoi capelli“, “Non potrei mai indossare quella maglietta che a lei sta così bene“, “Cosa darei per la sua pelle, i suoi occhi, le sue gambe, la sua bocca, le sue narici,..” e chi più ne ha più ne mette. Insomma, come si dice, “l’erba del vicino è sempre più verde”.

Il fatto, piuttosto ovvio, è che per quanto ci possiamo sforzare, non potremo mai essere ciò che non siamo. Quindi, direi che risulta pittutosto inutile sprecare il proprio tempo per cercare di essere qualcuno o qualcosa che non potremo mai essere. Certo, con un po’ di sforzi potremmo riuscire ad avvicinarci al nostro ideale, ad assomigliargli. Ma questo ci porterebbe ad essere solo una scialba imitazione, priva di personalità. E non è di certo questo il nostro obiettivo.

Ognuno di noi possiede dei pregi e dei difetti, dei tratti della sua personalità che lo fanno diventare unico e speciale. Per accettarci, dobbiamo prima di tutto imparare a conoscerci. Scopriamo quali sono i nostri pregi, e valorizziamoli. Riconosciamo i nostri difetti, e accettiamoli. Facciamoli diventare entrambi parte di noi, qualcosa di cui andare fieri perché sono proprio loro che ci caratterizzano. Non dobbiamo vergognarci di quello che siamo, ma dobbiamo invece imparare ad amarici. Il modo in cui noi vediamo noi stessi si rispecchia poi sull’immagine che gli altri si faranno di noi.

Lavoriamo su noi stessi per piacere prima di tutto a noi, invece di cercare di essere qualcosa che agli altri potrebbe piacere, perché quello che vedrebbero sarebbe solo una persona falsa e disonesta verso se stessa.

2. Sorridere

Non ci sono molte parole da dire. Sappiamo tutti quali sono i benefici di un sorriso. Regalare un sorriso a qualcuno è un gesto che non costa nulla. Rende chi lo riceve più felice. E’ un gesto contagioso, e offrendolo a chi ci sta intorno non possiamo che trarne beneficio anche noi stessi.

Una persona che sorride è una persona che si apre alla vita, che prende le sfide a testa alta e che emana bellezza da tutti i pori.

3. Accettare i complimenti

Questa per me era stata una bella sfida. Per molto tempo ero stata una di quelle persone che ad ogni complimento ti rispondono con un “Non è vero” o cercano comunque di negarlo o rifuitarlo. Mi comportavo in questo modo perché ad ogni apprezzamento mi sentivo in imbarazzo o addirittura presa in giro, come se fosse impossibile che a qualcuno potesse piacere qualcosa di me. Piano piano mi sono però accorta di quanto fosse fastidioso quel genere di risposta quando mi trovavo io a fare un complimento a qualcuno. Sì, perché comunque a volte ci vuole fegato anche per complimentarsi con qualcuno, e sentire i propri sforzi venir sminuiti così è demotivamente. Mi ero quindi auto imposta di cominciare ad accettare ogni complimento. Ogni volta che qualcuno mi diceva qualcosa di carino, invece di partire subito con le solite negazioni, facevo un bel respiro profondo ed esordivo con un bel Grazie.

All’inizio si trattava di un “grazie” timido e imbarazzato, perché il fatto di accettare un complimento mi faceva sentire come una di quelle ragazze-gné-gné che si credono chissà chi. Poi però mi sono abituata fino a quando riusciuvo perfino ad accompagnare il mio “grazie”, questa volta deciso e sonoro, con un sorriso.

Non c’è assolutamente di male nell’accettare un complimento. Anzi, col tempo ci fa diventare più sicuri. Provare per credere!

4. Spingersi oltre

Ci sono due esperienze, fondamentalmente, che mi hanno cambiata radicalmente.

La prima è stata il mio viaggio in Canada, dove ho passato ben 7 mesi come ragazza alla pari. Un viaggio all’estero, in un posto dove non si conosce nessuno, è un ottimo modo per spingersi oltre e imparare ad affrontare la timidezza. Non ci si può più nascondere dietro agli amici, ma bisogna crearsene di nuovi, farsi forza ed uscire alla riscossa.

In un viaggio come questo, oltre alle cose più ovvie come la possibilità di scoprire un’altra cultura, di visitare tanti posti interessanti e via dicendo, c’è anche un altro elemento a favore di chi è un po’ timido: nessuno ci conosce, e nessuno sa della nostra timidezza. Forse sono solo io, ma il fatto di vivere a contatto con gente che mi considerava “quella timida, insicura e silenziosa” mi rendeva ancora di più timida, insicura e silenziosa. In Canada nessuno sapeva di questi miei precedenti e questo mi ha aiutato a tirare fuori da subito quella parte di me che prima invece rimaneva sempre nascosta.

In particolare, credo che ciò che mi abbia aiutata di più nel diventare quella che sono ora, è stato il fatto di essermi sentita apprezzata per quella che ero. Mi comportavo come avrei sempre voluto comportarmi, in un modo sicuro ed estroverso che a casa non sarei mai riuscita a tirare fuori se non davanti a chi mi conosceva da una vita. E chi mi stava attorno apprezzava ciò che ero.

Probabilmente è proprio qui che è avvenuta la mia “grande trasformazione”, perché quando sono tornata in molti mi hanno fatto notare quanto fossi cambiata e quanto fossi diventata più aperta. Il fatto di essere riuscita ad ottenere quella fiducia che tanto desideravo, mi ha permesso di continuare ad essere così anche una volta tornata a casa. Non in pochi si sono stupiti vedendomi così estroversa, ma ci hanno messo poco ad accettare e ad amare la nuova me. Forse senza sapere che questa nuova me, in realtà non era nient’altro che lavera me che da tanto si nascondeva.

L’altra grande esperienza che mi ha sicuramente aiutata a conquistare molta fiducia è stata di tipo lavorativa. Per circa due o tre mesi, la scorsa estate, ho lavorato come dialogatrice presso un’azienda locale. Il mio compito era quello di fermare le persone per strada, illustrare loro quanto fosse fantastica ed eccezionale l’associazione che stavamo rappresentando al momento, e convincerli infine a sostenere codesta associazione. Un lavoro per nulla facile e a volte alquanto stressante, in quanto si esigeva che portassimo un risultato settimanale di un tot di iscrizioni. Ma dal punto di vista personale, il fatto di stare così a stretto contatto con le persone, di dover interagire con degli estranei e mantenere una conversazione ad un livello piuttosto sostenuto senza far calare l’attenzione, è sicuramente stato un grande passo per me.

Non è facile trovare la forza anche solo di fermare un passante, in particolare quando l’obiettivo finale è quello di ottenere qualcosa da lui. Ma quando c’è in gioco il proprio posto di lavoro (anche se si tratta solo di un impiego temporaneo), un modo per darsi la forza e il coraggio necessari per buttarsi lo si trova. Inoltre, il fatto di rappresentare un’associazione e non noi stessi, ci permette di crearci una specie di alter ego sicuro e scattante che, col passare del tempo riusciremo ad incorporare sempre di più in noi stessi.

Un’esperienza che consiglio quindi vivamente, in particolare a chi non ha la possibilità di spostarsi all’estero.

Ecco. Queste penso sono le cose che principalmente mi hanno aiutata a guadagnare la mia tanto adorata self-confidence. Sicuramente appena pubblicherò il post mi verranno in mente una miriade di altri esempi che avrei potuto citare. Nel caso, tenetevi pronti perché potrei decidere di annoiarvi con altri post simili.

Dita incrociate

L’ho trovato. E’ perfetto. Lo voglio. Deve essere mio.

Di cosa sto parlando? Del mio futuro appartamento! Beh, forse è presto per dirlo, perché ora come ora le mie future coinquiline ed io siamo in concorrenza con altri due sconosciuti, e chi dei due avrà l’appartamento lo sapremo probabilmente solo fra due settimane. Penso che terrò le dita incrociate 24 su 24 da ora, finché non saprò qualcosa in più.

Dovreste vederlo, l’appartamento. Dire che è stupendo è poco! Non è particolarmente grande o lussuoso, ma appena ci metti piede di da una bellissima sensazione di vita e calore che ti capisci subito che questo è posto che potrei chiamare “casa”. Casa mia. Solo all’idea salto di gioia.

Si trova in una zona piuttosto tranquilla di Friborgo. Non è troppo vicino al centro o alla stazione, ma c’è la fermata del bus proprio sotto casa e in 10/15 minuti arrivi praticamente ovunque. Ci sono tre stanze, una cucina e un bagno rifatti da poco. Visto che saremo in tre, non ci sarà un salotto, ma le tre camere sono tutte talmente belle grandi che le si può addobbare a mo’ di monolocale. Una è leggermente più piccola, ma comunque molto spaziosa.

Inizialmente pensavo che se fossi andata a vivere con qualcuno sarebbero stati dei maschietti, perché di regola mi trovo meglio con loro, soprattutto a lungo termine. Ma queste due ragazze (con una ho un’amica in comune, che guarda caso è proprio la Timida della quale vi avevo parlato in precedenza, mentre l’altra è amica della prima) penso che potrei trovarmi davvero bene. Sono molto semplici, almeno a primo impatto, e non mi sembrano per niente false. Sono di quelle che preferiscono dirti le cose in faccia, col rischio di ferirti, che parlarti dietro le spalle. E questo è un grande punto a loro favore, visto che anch’io sono dell’idea che se ci sono problemi è meglio dirseli in faccia e parlarne, piuttosto che nasconderli e peggiorare la situazione. In particolare vivendo insieme credo davvero che una buona comunicazione sia la cosa più importante per far funzionare le cose.

Non vedo l’ora di fare il trasloco, anche se comunque per quello dovrò aspettare agosto. Arredare un posto tutto mio (okay, solo una camera sarà davvero tutta mia, ma è un inizio). Il Moroso mi ha già offerto il suo aiuto per quando si tratterà di montare i mobili, e gli ho già proposto un week end dove potremo anche cominciare a inaugurare i bar della zona. Non vedo l’ora!

Tenetemi i pugni, mi raccomando!

Le disavventure della Timida

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(Chiedo scusa per il dusegno osceno che mi è uscito ancora peggio di quanto pensavo)

Normalmente mi ritrovo ad essere molto più efficente nel gestire i problemi degli altri che i miei. E’ una vita che mi ritrovo ad essere l’amica-psicologa, quella con cui confidarsi. Non voglio cominciare a vantarmi, ma mi reputo una buona ascoltatrice, forse anche perché so quanto sia fastidioso volersi confidare e venire interrotti ogni trenta secondi. E, guardando indietro nelle mie esperienze passate, direi che solitamente riesco a dare anche dei buoni consigli.

L’altra sera, però, mi sono trovata in difficoltà. Ero in giro con una mia cara amica, chiamiamola la Timida, che purtroppo bisogna ammetterlo, ha avuto un po’ tanta sfortuna con i ragazzi negli ultimi due o tre anni. Ogni volta che qualcuno sembra interessato a lei, quando finalmente arriva al punto che si lascia andare e lascia emergere i suoi sentimenti, il bricconcello del momento cambia idea sul volere una storia con lei e se ne va sparendo nell’etere. E la Timida si prende una nuova batosta.

Non so se sia solo sfortuna, se in un qualche modo lei riesca sempre ad attirare quei ragazzi che sembrano caduti dal cielo inizialmente per poi rivelarsi degli emeriti pezzi di merd… ehm… di escremento.

Sta di fatto che l’ultima batosta ricevuta in campo amoroso, la cui storia doveva essersi chiusa circa un mesetto fa, si è amplificata ancora di più quando, qualche giorno fa, il ragazzo-escremento in questione si è rifatto vivo chiedendo alla Timida di uscire. Lei l’ha tenuto un po’ sulle spine, ma le era tornata la speranza. Poi però lui è di nuovo sparito, proprio sul più bello quando teoricamente avrebbe dovuto scriverle di nuovo per organizzare l’appuntamento.

Risultato: una ferita ancora più profonda.

L’altra sera, quando appunto eravamo in giro, in uno stato di semi-ubriachezza mi ha confessato di essere davvero triste. Le ho chiesto il motivo e la sua risposta è stata: “Perché mi sono resa conto che tutti avevano qualcuno con cui uscire stasera, tranne me” . In realtà non è che tutte le sue amiche abbiano il ragazzo, ma lei quella sera sarebbe dovuta uscire con un’altra sua “amica” (e qui le virgolette stanno ad indicare la falsità della cosiddetta amica), che però all’ultimo momento le ha dato buca per uscire con il suo ragazzo del momento (che mi meraviglio non abbia ancora tradito, a meno che l’abbia fatto e nessuno ne sa niente). Anch’io il sabato sera esco quasi sempre con il Moroso, ma spesso chiedo alla Timida di unirsi a noi, anche perché ci sono sempre anche gli amici del Moroso e quindi non è una situazione da terzo incomodo.

Comunque. Quando mi ha detto come si sentiva, non sapevo davvero cosa dirle, se non un piccolo “mi dispiace”. Anche i soliti discorsi su come sono sicura che prima o poi troverà un ragazzo fantastico, e che dato tutta la sfiga che ha avuto in questo campo per bilanciare si tratterà di un tipo praticamente perfetto, mi sono sembrati inutili e quasi falsi. E’ vero, sono davvero sicura che prima o poi troverà la persona giusta, ma questa è solo una misera consolazione al momento. Anche perché, visto che il prima è già passato, si deve trattare per forza di un poi. E nessuno può dire quanto questo poi sia vicino o lontano. Subendo una delusione dopo l’altra, aspettare può essere altrettanto doloroso.

Vorrei solo poterla aiutare in un modo più concreto. Negli ultimi tempi la Timida ha fatto degli sforzi davvero grandiosi per uscire dal suo guscio, ma con ogni ferita inflitta ho paura che possa ritornare a rintanarsi nelle sue incertezze. Sempre più spesso la sento dire “Forse sono davvero io il problema”. Non voglio che lo pensi, perché la Timida è un’amica fantastica. Chiunque dovrebbe essere orgoglioso di averla al proprio fianco.

Shopping semi terapeutico

Essendo in fase di risparmio, negli ultimi tempi mi sono concessa ben poche frivolezze. Ma, spinta dalla necessità di un nuovo paio di scarpe (visto che è da mesi che indossavo gli stessi stivaletti, che nel frattempo si sono brozzati e rotti in vari punti), ieri mi sono concessa una breve sessione di shopping.

In realtà, sono partita con l’intento di comprarmi solo le suddette scarpe e un paio reggiseni al massimo, visto che ultimamente uno o due di quelli che indosso solitamente si devono essere magicamente trasformati diventando non so come scomodissimi, mentre in un altro si erano rotte le spalline.

E’ poi successo che, con la sua capacità di fare il commento sbagliato nel momento sbagliato, è partita una specie di litigata tramite messaggio col Moroso. Che già il fatto che fosse tramite messaggio e non a voce (anche perché lui era al lavoro), mi ha fatto innervosire ancora di più. Il fatto che poi ultimamente non so perché ma sono piuttosto suscettibile, di certo non ha aiutato. Mi sono quindi ritrovata a trasformare la mia sessione di acquisti utili in una breve sessione di shopping terapeutico. Non che abbia acquistato chissà che cosa, solo un paio di jeans e degli shorts per quest’estate. Ma comunque.

Devo dire che non mi ritengo una donna altamente femminile. Non impazzisco per scarpe, tacchi, rossetti e via dicendo, e lo shopping nella maggior parte dei casi non mi entusiasma eccessivamente. Ma ogni tanto ci vuole. E quando sono un po’ giù, l’idea di farmi un regalo può calmarmi parecchio.

E, giusto per rendervi partecipi, ho pensato di mostrarvi i miei acquisti, spinta da una sorta di superficialità odierna. Ta-daaan.

20120509-133214.jpgNon so se ve lo sareste immaginati (probabilmente non vi eravate mai posti il problema), ma sono un tipo da Converse. Oh, sì, adoro queste piccole bellezze stupendissime e affascinanti. Le amo. Sono l’ennesimo paio che mi compero, un po’ perché non sono una tipa molto variata in fatto di scarpe, e un po’ perché ogni volta le consumo così tanto che arriva un momento dove cominciano a rompersi qua e la e diventano praticamente incalzabili. C’era anche stato un paio che mi ero ritrovata a buttare (nell’apposito sacco per la beneficienza, prima che mi diate della consumatrice-senza-cuore) perché una vecchia “amica” me le aveva tutte pasticciate con l’indelebile. Non solo il fatto che ci avevo litigato a morte mi hanno portato ad odiare quel preciso paio di Converse, ma le varie inesattezze grammaticali che quella Befana aveva impresso sulla loro stoffa le aveva rese inguardabili.

Oggi ho intenzione di indossarle per la prima volta, e la mia missione sarà quella di cominciare a sporcarle almeno un po’ per dar loro vita. Perché, ammettiamolo, così pulite e linde hanno un’aria troppo puritana che, personalmente, non mi piace granché.

20120509-134646.jpgAltro acquisto che avevo già previsto, come vi avevo accennato all’inizio del post, questo carinissimo (a mio modesto parere) reggiseno. Forse è strano pubblicare una foto della propria biancheria intima, ma sinceramente la cosa non mi tocca proprio. In realtà volevo comprarmene almeno due, ma l’altro che ho provato aveva un’aria particolarmente ridicola sul mio petto striminzito e non avevo voglia di cercarne altri.

Come praticamente tutti i reggiseni nel mio armadio, anche questo l’ho acquistato da H&M. Devo dire che come negozio lo trovo alquanto lunatico. Non so se dipende più dalle loro collezioni o piuttosto dalle mie voglie, ma ci sono volte in cui entro e anche girandoci per ore non riuscerei a trovare un solo capo che mi soddisfi, mentre altre mi ritrovo a dover fare una scelta creando una lista che metta in evidenza cosa mi serve davvero perché, fosse per me, mi porterei a casa l’intero negozio.

Ieri, per fortuna, avevo anche poco tempo a mia disposizione. Quando mi sono resa conto di aver bisogno di farmi un piccolo regalo in più, sono andata diretta nella sezione dei jeans. Ho subito adocchiato il paio che mi soddisfaceva di più e me lo sono provato. Nella lunga strada verso le cabine di prova, mi sono anche imbattuta in un paio di shorts che sembravano chiamarmi e supplicarmi di essere provati. Dato che nel mio vestiario estivo ho solo due paia di shorts (che fanno a turni per essere indossati nella calda stagione), mi sono lasciata tentare.

20120509-140010.jpgI jeans ho dovuto provarli due volte, perché la prima ho preso la misura sbagliata. Nonostante lungo la gamba li vestivo benissimo, erano visibilmente troppo larghi in vita. Al secondo tentativo per fortuna ci ho azzeccato. Hanno alcuni buchetti qua e la, ma non in modo eccessivo da farmi sembrare una stracciona. A dire il vero, credo che si accosteranno molto bene alle nuove Converse.

Quando ho provato gli shorts mi sono un po’ spaventata per quanto sono bianche le mie gambe. Accidentalmente, non sono mai stata una fanatica-prendisole. Nei miei momenti estivi in spiaggia, il sole dopo un po’ mi rende esausta e preferisco starmene20120509-140500.jpg al fresco in acqua o sotto l’ombrellone. Anche quando mi ci metto e mi obbligo a passare qualche ora al sole, raramente la mia pelle riesce ad abbronzarsi. E’ sempre stato così e credo di essermi anche un po’ arresa nella consapevolezza di non poterci fare niente. Oltre a questo, mi sono anche accorta di avere dei blu sulla coscia destra e anche rimuginandoci sopra non sono riuscita ad arrivare alla conclusione di quando e come me li sia fatta.

In ogni caso, questi pantaloncini mi piacciono molto e anche secondo la mia cara mamma (che forse mi ero dimenticata di menzionare, ma mi aveva accompagnata in quanto aveva anche lei bisogno di qualche nuovo capo) mi stanno bene. Lei ha anche aggiunto che a me sta bene qualsiasi cosa, ma sinceramente su questo non le posso dare ragione. Okay, ammetto di avere la fortuna di essere molto magra, ma questo non significa che mi possa mettere di tutto, no? Beh, se non altro è difficile che un vestito mi ingrassi, questo è vero. Ma molti mi fanno sembrare ancora più piatta di quello che sono, o ancora più bassa (nonostante devo dire di amare la mia bassitudine con tutto il cuore). In ogni caso, direi che non mi posso lamentare.

Stavo per cadere in tentazione

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Devo seriamente smetterla di pensarci in continuazione. Ieri è stato un disastro. La voglia è stata talmente grande che mi sono ritrovata con una sigaretta fra le labbra e ci mancava poco che decidessi di accenderla.

Non so perché, ma ieri la tentazione (riguardo al mio conflitto interiore sul fumo che potete leggere QUI) è stata davvero troppo forte. Mi sono sentita stressata al limite della sopportazione, con i nervi talmente a fior di pelle da poter quasi essere visibili. Ultimamente capita sempre troppo spesso e questo non va bene.

Parlandone con il Moroso e soprattutto vedendo la sua espressione accompagnata da un semi-divertito “Tanto non ci credo che sei seria e che vorresti provare”, mi sono resa conto che forse un altro motivo di questa mia suddetta tentazione è il fastidio di sentirmi spesso giudicata come la tipica brava ragazza. Quella che sta sempre alle regole, non fa mai niente fuori posto e segue alle lettera tutto ciò che le viene detto. Ma io non sono così. O almeno, non sono più così da un po’ di tempo ormai. Direi qualche anno. Sto vivendo la mia vita a modo mio e, anche se di sicuro non sono particolarmente fuori di testa, non sono di certo perfetta.

L’essermi resa conto di ciò mi ha fatta sentire insopportabilmente debole. Se in parte la curiosità di provare a fumare deriva davvero anche dalla voglia di non farmi vedere come la tipica e noiosa brava ragazza perfettina, sono davvero più debole di quanto pensassi e questo non riesco ad accettarlo.

Per vostra (e mia) gioia, comunque, non ho ancora ceduto. Oggi va già molto meglio, grazie al cielo!

Voglia di cambiamenti

Ebbene sì. Ho voglia di fare qualche modifica al blog.

A dire il vero, non è che mi dispiaccia così com’è ora, ma vorrei renderlo un po’ più… personalizzato, ecco. Visto che oggi ho qualche oretta libera, probabilmente mi dedicherò anche a questa “attività”, per così dire.

Per prima cosa, credo che cambierò il tema. O forse cercherò solo di creare un banner e modificherò solo la testata, anche se per queste cose così graficamente grafiche non sono particolarmente portata, anzi. Ergo, qualcuno conosce un qualche sito o programma gratuito che permette la creazione di banner carini?

PERÒ, ciò che in questo momento mi preme di più, è il titolo del blog. Sono partita con Ellie Daily per semplificare un po’ le cose, ma con già l’idea che più in là, una volta che il blog avrebbe preso una sua forma e cominciato una sua vita, l’avrei fatto evolvere. Beh, l’URL probabilmente resterà sempre lo stesso (anche perché non so se è possibile modificarlo), ma… non so, vorrei qualcosa di più originale. L’unico problema è che al momento mi trovo un po’ a corto di idee.

Somebody please help me!

Scoperte canore dal Tubo – Maddi Jane

 

Nonostante i suoi pochi video, Maddi Jane ha conquistato un grande pubblico. La sua voce unica e molto matura per la sua giovane età ha incantato proprio tutti.

E’ vero, forse dietro al suo bel visino e ai suoi video girati piuttosto professionalmente, ci sono dei genitori molto orgogliosi che la spingono per cercare di farla diventare una celebrità. Non sarebbe la prima volta che succede. O forse è semplicemente stata scoperta dalle persone giuste. Chi lo sa? Sta di fatto che di talento ne ha da vendere.

Buon ascolto!

Altri video da non perdersi:

Price Tag – Jessie J (cover by Maddi Jane)

Breakeven (Falling to Pieces) – The Script (cover by Maddi Jane)

Jar of Hearts – Christina Perri (cover by Maddie Jane)