Lezioni di self-confidence, ossia come diventare sicuri di se

Forse già lo sapete, visto che credo di averlo già accennato qua e la in post e commenti, ma fino a pochi anni fa ero una persona davvero insicura e timida. Per mia fortuna ho fatto molta strada da allora e sono riuscita ad uscire dal guscio e ad avere fiducia di me stessa.

Vorrei potervi dire che esiste una ricetta, un qualcosa per riuscire a raggiungere la sicurezza di se stessi. Purtroppo però non è così. Bisogna invece sudare per riuscire a guadagnarsela. Nel mio percorso, non sempre ero consapevole che ciò che stavo facendo mi stava portando in un qualche modo ad essere più sicura, ma per altre cose ho dovuto davvero fare degli sforzi, soprattutto all’inizio.

Visto che so che ci sono molte persone come me la fuori, ho quindi deciso di condividere con voi le mie esperienze, sperando che qualcuno magari possa prenderne spunto per imparare ad amarsi un po’ di più. Magari non riuscirò ad aiutare nessuno, ma in tal caso avrò comunque fatto una sorta di autoanalisi.

Foto vecchia vecchia che ho appena ritrovato e che non so credo si addica al post. Mbah.

Lezioni di self-confidence :)

1. Accettarsi per quello che si è

Il primo passo fondamentale per riuscire ad avere una maggiore sicurezza di se stessi è sicuramente quello di imparare a volersi bene. Può sembrare una sciocchezza, ma non per tutti è così evidente. Molto spesso, in particolare nel periodo dell’adolescenza (ma non solo) è molto facile cadere nella trappola dell’invidia. Vediamo un’altra persona che ci sembra avere qualcosa in più di noi, e senza neanche accorgerci finiamo ad invidiarla. “Quanto vorrei i suoi capelli“, “Non potrei mai indossare quella maglietta che a lei sta così bene“, “Cosa darei per la sua pelle, i suoi occhi, le sue gambe, la sua bocca, le sue narici,..” e chi più ne ha più ne mette. Insomma, come si dice, “l’erba del vicino è sempre più verde”.

Il fatto, piuttosto ovvio, è che per quanto ci possiamo sforzare, non potremo mai essere ciò che non siamo. Quindi, direi che risulta pittutosto inutile sprecare il proprio tempo per cercare di essere qualcuno o qualcosa che non potremo mai essere. Certo, con un po’ di sforzi potremmo riuscire ad avvicinarci al nostro ideale, ad assomigliargli. Ma questo ci porterebbe ad essere solo una scialba imitazione, priva di personalità. E non è di certo questo il nostro obiettivo.

Ognuno di noi possiede dei pregi e dei difetti, dei tratti della sua personalità che lo fanno diventare unico e speciale. Per accettarci, dobbiamo prima di tutto imparare a conoscerci. Scopriamo quali sono i nostri pregi, e valorizziamoli. Riconosciamo i nostri difetti, e accettiamoli. Facciamoli diventare entrambi parte di noi, qualcosa di cui andare fieri perché sono proprio loro che ci caratterizzano. Non dobbiamo vergognarci di quello che siamo, ma dobbiamo invece imparare ad amarici. Il modo in cui noi vediamo noi stessi si rispecchia poi sull’immagine che gli altri si faranno di noi.

Lavoriamo su noi stessi per piacere prima di tutto a noi, invece di cercare di essere qualcosa che agli altri potrebbe piacere, perché quello che vedrebbero sarebbe solo una persona falsa e disonesta verso se stessa.

2. Sorridere

Non ci sono molte parole da dire. Sappiamo tutti quali sono i benefici di un sorriso. Regalare un sorriso a qualcuno è un gesto che non costa nulla. Rende chi lo riceve più felice. E’ un gesto contagioso, e offrendolo a chi ci sta intorno non possiamo che trarne beneficio anche noi stessi.

Una persona che sorride è una persona che si apre alla vita, che prende le sfide a testa alta e che emana bellezza da tutti i pori.

3. Accettare i complimenti

Questa per me era stata una bella sfida. Per molto tempo ero stata una di quelle persone che ad ogni complimento ti rispondono con un “Non è vero” o cercano comunque di negarlo o rifuitarlo. Mi comportavo in questo modo perché ad ogni apprezzamento mi sentivo in imbarazzo o addirittura presa in giro, come se fosse impossibile che a qualcuno potesse piacere qualcosa di me. Piano piano mi sono però accorta di quanto fosse fastidioso quel genere di risposta quando mi trovavo io a fare un complimento a qualcuno. Sì, perché comunque a volte ci vuole fegato anche per complimentarsi con qualcuno, e sentire i propri sforzi venir sminuiti così è demotivamente. Mi ero quindi auto imposta di cominciare ad accettare ogni complimento. Ogni volta che qualcuno mi diceva qualcosa di carino, invece di partire subito con le solite negazioni, facevo un bel respiro profondo ed esordivo con un bel Grazie.

All’inizio si trattava di un “grazie” timido e imbarazzato, perché il fatto di accettare un complimento mi faceva sentire come una di quelle ragazze-gné-gné che si credono chissà chi. Poi però mi sono abituata fino a quando riusciuvo perfino ad accompagnare il mio “grazie”, questa volta deciso e sonoro, con un sorriso.

Non c’è assolutamente di male nell’accettare un complimento. Anzi, col tempo ci fa diventare più sicuri. Provare per credere!

4. Spingersi oltre

Ci sono due esperienze, fondamentalmente, che mi hanno cambiata radicalmente.

La prima è stata il mio viaggio in Canada, dove ho passato ben 7 mesi come ragazza alla pari. Un viaggio all’estero, in un posto dove non si conosce nessuno, è un ottimo modo per spingersi oltre e imparare ad affrontare la timidezza. Non ci si può più nascondere dietro agli amici, ma bisogna crearsene di nuovi, farsi forza ed uscire alla riscossa.

In un viaggio come questo, oltre alle cose più ovvie come la possibilità di scoprire un’altra cultura, di visitare tanti posti interessanti e via dicendo, c’è anche un altro elemento a favore di chi è un po’ timido: nessuno ci conosce, e nessuno sa della nostra timidezza. Forse sono solo io, ma il fatto di vivere a contatto con gente che mi considerava “quella timida, insicura e silenziosa” mi rendeva ancora di più timida, insicura e silenziosa. In Canada nessuno sapeva di questi miei precedenti e questo mi ha aiutato a tirare fuori da subito quella parte di me che prima invece rimaneva sempre nascosta.

In particolare, credo che ciò che mi abbia aiutata di più nel diventare quella che sono ora, è stato il fatto di essermi sentita apprezzata per quella che ero. Mi comportavo come avrei sempre voluto comportarmi, in un modo sicuro ed estroverso che a casa non sarei mai riuscita a tirare fuori se non davanti a chi mi conosceva da una vita. E chi mi stava attorno apprezzava ciò che ero.

Probabilmente è proprio qui che è avvenuta la mia “grande trasformazione”, perché quando sono tornata in molti mi hanno fatto notare quanto fossi cambiata e quanto fossi diventata più aperta. Il fatto di essere riuscita ad ottenere quella fiducia che tanto desideravo, mi ha permesso di continuare ad essere così anche una volta tornata a casa. Non in pochi si sono stupiti vedendomi così estroversa, ma ci hanno messo poco ad accettare e ad amare la nuova me. Forse senza sapere che questa nuova me, in realtà non era nient’altro che lavera me che da tanto si nascondeva.

L’altra grande esperienza che mi ha sicuramente aiutata a conquistare molta fiducia è stata di tipo lavorativa. Per circa due o tre mesi, la scorsa estate, ho lavorato come dialogatrice presso un’azienda locale. Il mio compito era quello di fermare le persone per strada, illustrare loro quanto fosse fantastica ed eccezionale l’associazione che stavamo rappresentando al momento, e convincerli infine a sostenere codesta associazione. Un lavoro per nulla facile e a volte alquanto stressante, in quanto si esigeva che portassimo un risultato settimanale di un tot di iscrizioni. Ma dal punto di vista personale, il fatto di stare così a stretto contatto con le persone, di dover interagire con degli estranei e mantenere una conversazione ad un livello piuttosto sostenuto senza far calare l’attenzione, è sicuramente stato un grande passo per me.

Non è facile trovare la forza anche solo di fermare un passante, in particolare quando l’obiettivo finale è quello di ottenere qualcosa da lui. Ma quando c’è in gioco il proprio posto di lavoro (anche se si tratta solo di un impiego temporaneo), un modo per darsi la forza e il coraggio necessari per buttarsi lo si trova. Inoltre, il fatto di rappresentare un’associazione e non noi stessi, ci permette di crearci una specie di alter ego sicuro e scattante che, col passare del tempo riusciremo ad incorporare sempre di più in noi stessi.

Un’esperienza che consiglio quindi vivamente, in particolare a chi non ha la possibilità di spostarsi all’estero.

Ecco. Queste penso sono le cose che principalmente mi hanno aiutata a guadagnare la mia tanto adorata self-confidence. Sicuramente appena pubblicherò il post mi verranno in mente una miriade di altri esempi che avrei potuto citare. Nel caso, tenetevi pronti perché potrei decidere di annoiarvi con altri post simili.

  • Devo far sacro questo post e seguire immediatamente questi consigli!
    Il punto 3 credo sia il più duro, ma ce la posso fare. (Non sono vincolata a ciò che scrivo!)

    • Spero ti possa davvero essere utile :p
      Il punto tre può sembrare una cavolata, ma io personalmente ho dovuto fare un grande sforzo prima di riuscirci… Ma piano piano se ti obblighi a ringraziare (anche se magari non sei d’accordo con quello che la persona ti dice), diventa sempre più facile.

  • sai una cosa? mi hai davvero aiutata. D’ora in poi cercherò di seguire i tuoi suggerimenti :p

    • Mi fa davvero piacere esserti stata utile :) Benvenuta nel blog, carissima!

  • sono una tua nuova lettrice c:

  • Kim

    Ciao! Anche io sono così…ho 13 anni e i miei amici mi considerano quella timida…e poco estroversa, io però vorrei fare amicizia con nuove persone, però sono timidissima e non ci riesco, persino a scuola nelle interrogazioni orali ho difficoltà. Anche io dico sempre “non è vero” quando mi fanno dei complimenti, seguirò sicuramente i suoi consigli, grazie! :D

    • Ciao Kim, grazie mille del commento! Siamo in molte a sentirci timide e non è una situazione facile da gestire. Ma con un po’ di buona volontà nulla è impossibile!
      Una buona idea è di procedere a piccoli passi e magari avere un quadernetto (o diario) dove scrivere tutte le situazioni, anche le più insignificanti, dove sei riuscita a sormontare la tua timidezza. Anche che si tratti di un semplice “ciao”, “grazie”, o di un’interrogazione orale dove nonostante l’ansia iniziale sei comunque riuscita ad arrivare fino in fondo… Così ogni volta che ti trovi davanti ad una situazione che ti blocca, puoi riaprire questo quaderno e dirti “ehi, se ce l’ho fatta a fare quella cosa, posso riuscire anche in questo!”
      Sono sicura che ce la farai a superare questa tua timidezza :) L’importante è non scoraggiarti se non succederà da un giorno all’altro! Ci vuole tempo, ma ogni passo è importante! Buona fortuna!

  • Bellissimo, anche io sono così. Condivido tantissimo tutto quello che hai scritto. Sono stato all’estero per soli 5 giorni e al ritorno mi sentivo diverso, più completo. Immagino che stare lontano da casa per diversi mesi aiuti davvero a cambiare. Con il tuo post mi hai tolto le parole di bocca!!

    • Ti ringrazio per il bellissimo commento! Sì, l’esperienza all’estero è stata fantastica e anche a distanza di due anni la ricordo ancora con passione!

  • Hai proprio ragione, imparare ad amare noi stessi è findamentale e, per me, era la cosa più assolutamente impossibile del mondo! Ci sono riuscita dopo essere diventata buddista, aiutata dal mio gruppo di “compagni di fede” fantastici. Ho imparato un sacco di cose dallo stare a contatto con le persone e, soprattutto, la pratica buddista mi ha fatto capire come sono solo io ad avere la responsabilità della mia vita, grazie a questa consapevolezza, sono riuscita a volermi più bene, smettendo di darla sempre vinta a tutti e di farmi sempre mettere i piedi in testa, in amicizia , in amore e ovunque! Cavolo, quanto si sta bene, imparando ad accettarsi, diventandi più sicuri di noi stessi!!!

    • Grazie mille per il bellissimo commento, la tua esperienza dovrebbe essere un esempio per tanti altri che magari invece non sono ancora riusciti a fare questo grande passo e ad amarsi un po’ di più…

  • sei stata molto coraggiosa, anche a fare la bellissima esperienza del viaggio! Non è da tutti! Io, ad esempio, non mi sento ancora pronta, ma prima o poi ci riuscirò! :) Complimenti per il tuo percorso!

    • Grazie mille! In realtà devo dire che è stato meno pauroso di quello che mi aspettavo. Ricordo di aver avuto un attacco di panico la sera prima della partenza, ma poi è andato tutto bene :)
      Quando ti sentirai pronta, ti consiglio di fare i bagagli e partire, anche se solo per qualche settimana o qualche mese!

      • LO farò!!! Poi quando leggo le esperienze degli altri mi viene anche più voglia! SEi stata molto incoraggiante. Grazie e buona giornata :)

  • Martha

    Ciao Ellie,
    vorrei farti una domanda: in tutto questo ti è mai capitato di trovarti con delle persone che dicevano di esserti amiche, ma che alla fine, ti sei resa conto che stavano solo facendo inibire te e la tua personalità, anche in maniere molto subdole?

    Grazie.
    Martha

    • Ciao Martha,

      Scusa per la risposta in super ritardo… In ogni caso, sì, putroppo mi è già successo. A volte le persone possono rivelarsi ben diverse da quello che pensavamo. Non per forza questo significa che sono cattive o che stiano facendo apposta a “inibire la tua personalità”, come dici tu. Forse quello è semplicemente il loro modo di essere, e nessuno può farci niente. L’importante è riuscire a capire di chi ci si può veramente fidare e con chi ci sentiamo al meglio di noi stessi. Non aver paura a rompere un’amicizia che non senti più tale. Ci sono tante altre persone al mondo che sicuramente si meritano di più la tua compagnia!
      Un abbraccio,
      ellie